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  • Lungo il mio andare. Relazioni, cronache e racconti dei pellegrini del Mediterraneo

    Lungo il mio andare. Relazioni, cronache e racconti dei pellegrini del Mediterraneo

         

    “Smarrimenti” è il titolo della rassegna dell’Associazione culturale Archès che vede quest’anno la sua seconda edizione. Realizzata con il sostegno del Programma straordinario in materia di cultura e spettacolo 2020 della Regione Puglia, gli “smarrimenti” sono in realtà delle “erranze culturali” tra temi e luoghi diversi del Salento.

    Significativo è a tal proposito l’apertura della stagione autunnale del progetto nel Complesso di Leuca Piccola, luogo per eccellenza di incontri e racconti. I pellegrini moderni, seguendo le orme dei pellegrini antichi, si ritrovano in questo punto di passaggio dove un tempo si incrociavano lingue e storie. Sono previsti due incontri dal titolo “Lungo il mio andare. Relazioni, racconti e cronache dei pellegrini del Mediterraneo”.

    Venerdì 15 ottobre Gianluigi Vezoli, esperto di insediamenti rupestri, stabilirà dei parallelismi e dei confronti tra questi particolarissimi sistemi abitativi del Salento e la lontana India, in un viaggio ideale al di là del Mare nostrum.

    Il sabato successivo, 23 ottobre, il giovane Alessio Stefano, ricercatore e studioso di aspetti etnoantropologici del territorio, condurrà un “tour del sacro” dove verranno indagati i santuari rurali e il loro proprio legame con la devozione popolare.

    Entrambi gli appuntamenti iniziano alle ore 18, occorre prenotare con un messaggio whatsapp al 3405897632 e si svolgeranno nel rispetto della normativa antiCovid vigente.

  • La Via Leucadense. Un percorso storico esperienziale

    La Via Leucadense. Un percorso storico esperienziale

    Sabato 2 ottobre, alle ore 10, si terrà un’iniziativa gratuita, che contempla la rievocazione dell’esperienza di pellegrinaggio svolto lungo il tragitto che collega il santuario medievale di Santa Marina di Ruggiano al complesso monumentale di Leuca Piccola di Barbarano del Capo.
    Si tratta di un percorso caratterizzato da una forte componente ambientale e da caratteristiche uniche, come la presenza di vani-cellette per dormire a disposizione dei pellegrini, nonché diversi altri servizi. L’itinerario, ideato per gli ipovedenti, presenta difficoltà bassa ed è adatto a tutti, anche ai principianti.
    Al termine della passeggiata, condotta da guide abilitate della Regione Puglia, sarà offerta ai partecipanti una degustazione di prodotti tipici del territorio.
    Numero massimo partecipanti: 8 persone.
    Info e prenotazione obbligatoria: 340.5897632 (whatsapp), mail: associazionearches@gmail.com
    “Attività realizzata nell’ambito del progetto Tourism4all finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2014/2020 di cui il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia è partner.”
    @tourism4all
    @PiiilCulturaPuglia
  • Il Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere (Leuca Piccola) a Barbarano del Capo

    Il Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere (Leuca Piccola) a Barbarano del Capo

    Di Alessio Stefàno e Jennifer Taurino[1]

    Leuca Piccola, un santuario in miniatura

    Il piccolo gioiello architettonico, eretto tra il XVII e il XVIII secolo, viene chiamato Leuca Piccola per una serie di ragioni. Innanzitutto perché l’edificio di culto con la sua forma a capanna riproduceva, in forma ridotta, l’antico Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae. Poi perché l’intera costruzione era in funzione dell’antica via di pellegrinaggio verso questo importante luogo, nell’estremo lembo del Tacco d’Italia.

    Leuca Piccola era infatti l’ultima tappa dei pellegrini prima di giungere a Santa Maria di Leuca.

    Complesso di Leuca Piccola visto dall’esterno.

    Complesso di Leuca Piccola, particolare dell’esterno.

    La costruzione presenta esternamente una struttura architettonica piuttosto semplice, con una facciata a capanna cui è stato aggiunto un pronao in stile neoclassico.

    Complesso di Leuca Piccola, epigrafe di “benvenuto”. 

    Gli interni

    Ma ciò che colpisce il visitatore è sicuramente la ricca decorazione pittorica all’interno che fa di questo piccolo edificio un vero e proprio “scrigno” dell’arte sacra pugliese.

    Sulla volta, i quattro Evangelisti uniti dalla sigla “JHS” rappresentano la parola di Dio.

    Lungo le pareti perimetrali vi sono invece i santi più cari alla devozione popolare invocati da contadini e pellegrini per le evenienze e necessità della comune esperienza umana.

    Al di sopra dell’altare prendeva posto l’effige della Madonna, prefigurazione dell’ultima e ormai prossima tappa del lungo cammino dei pellegrini.

    Peculiare è la presenza, all’interno della Sacrestia, di una piccola “pila” contenente l’acqua per le abluzioni sacre e di due rarissimi esempi di confessionali in pietra a nicchia voltata.

    Cappella di Leuca Piccola, interno.

    Cappella di Leuca Piccola, San Lazzaro. 

    Cappella di Leuca Piccola, Sant’Oronzo.

    La massima più famosa del Capo di Leuca

    Il complesso era composto anche da alloggi e altri vani a servizio dei pellegrini. Diversi ambienti offrivano accoglienza ai viaggiatori e agli animali al loro seguito.

    Rifugi e magazzini per le merci favorivano poi il commercio dei beni di prima necessità.

    Una lapide, testimone di un’antica e non più esistente locanda, reca incise dieci “P” che rinviano alla celebre massima: «Parole Poco Pensate Portano Pena, Perciò Prima Pensare, Poi Parlare».

     Complesso di Leuca Piccola, particolare dell’ingresso all’area mercatale.

    L’edificio di culto è inoltre dotato di un vano superiore che fungeva da punto di vedetta e di estrema difesa in caso di attacchi e scorrerie.

    A rendere unico questo complesso contribuisce poi la presenza di ampi sotterranei scavati nella roccia. Al loro interno i pellegrini potevano rifocillarsi e riposare in un ambiente sicuro e confortevole, grazie anche ad una temperatura mite e costante durante tutto il corso dell’anno. L’approvvigionamento idrico per le esigenze dei pellegrini e degli animali era garantito da tre pozzi. Questi raggiungevano facilmente la falda acquifera, collocata a poca profondità grazie alla conformazione carsica del sottosuolo, come testimoniato dalla presenza delle vicine “Vore” di Barbarano, due ampie cavità a prevalente sviluppo verticale.

    Sotterraneo di Leuca Piccola, visto da Sud-Est.

    Sotterraneo di Leuca Piccola, visto da Nord-Ovest.

    Tunnel ipogeo di Leuca Piccola.

    Sono ormai molte le persone che si fermano per visitare il Santuario di S. Maria di Leuca del Belvedere, incuriosite dalla peculiare struttura architettonica e dal paesaggio circostante. Esso si presenta al viaggiatore di passaggio come un connubio e allo stesso tempo un contrasto di vivi colori: all’azzurro intenso del cielo si contrappone il rosso della terra, alternato al bianco della roccia calcarea e al verde dei campi e dei maestosi ulivi secolari.

    Visitatori sul Belvedere di Leuca Piccola.

    Leuca Piccola oggi

    Grazie ad un protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale di Morciano di Leuca e l’associazione Pro Loco Torre Vado, il Complesso monumentale di Santa Maria del Belvedere e le poco distanti “Vore” di Barbarano, sono state rese fruibili al pubblico e sono, oggi come in passato, meta ristoratrice di viandanti e pellegrini.

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    Contributo tratto da: Brochure Leuca Piccola
    Per più informazioni sulla Proloco Torre Vado clicca qui per la pagina Fb o clicca qui per il sito web

    [1] Volontari Servizio Civile Pro Loco Torre Vado anno 2018.